e poi...........chi usa le molotov o si impegna a combattere "con due bombe e in bocca un fior" vuole semplicemente sistemare altri culi sulle stesse cadreghe
meglio se è il proprio culo
come ultimo della serie abbiamo l'eroico Daniele Farina, ma per "generosità lombarda" evito di citare il lunghissimo elenco di nomi che lo hanno preceduto
che differenza c'è fra un sanguinario in camicia nera e uno in camicia rossa?
per me nessuna
e ci vuole molto più coraggio ad essere gandhiani, che ad essere pistoleros, su questo non ho ombra di dubbio
e non c'è nemmeno ombra di dubbio che la non violenza di Gandhi abbia prodotto migliori e più duraturi risultati della violenza rossa o nera, in India vale la Carta dei Diritti dell'Uomo, tutti i paesi dove il potere è stato conquistato con la violenza non ne riconoscono la validità
Claretta, per l'Italia io preferirei il cosiddetto "azionariato diffuso", ovvero le azioni ai dipendenti,
ovviamente interessati al buon andamento dell'azienda per cui lavorano, non le darei ad un'entità come il sindacato che dovrebbe per definizione essere "di parte".
A proposito di Chrysler, prevedo tempi duri per i dipendenti delle aziende amministrate da Marchionne: nell'economia globalizzata, il concorrente di riferimento per le aziende globalizzate come Fiat-Chrysler oggi è si chiama Cina. Tendenzialmente la produttività dei dipendenti dovrà adeguarsi a quella degli operai cinesi, quindi il futuro riserva bassi salari, orario di lavoro più lungo, e meno diritti sul posto di lavoro.
Marchionne cerca di fare egregiamente il suo mestiere, nell'interesse dei suoi azionisti. Mi piacerebbe tanto sapere che cosa pensa la politica di certe scelte della principale azienda privata italiana, ma immagino di chiedere troppo... adesso hanno ben altro a cui pensare, tra compravendite di parlamentari e svendite di posti di sottosegretario...
O Dorian, ma dov'è che Fini è un fascista? Per motivi anagrafici, ovviamente, escludiamo un suo passato nella RSI; quanto al suo sentire interno sei come siamo tutti sul piano delle supposizioni: come a dire che d'Alema o Veltroni fanno sogni erotici con Stalin coprotagonista.
Tesi vicine al fascismo che Fini esprime adesso o ha espresso in precedenza? Me ne sai elencare qualcuna?
Ti faccio 'ste domande perché ho troppa stima di te per pensare che adoperi il termine 'fascista' con la stessa disinvoltura con la quale questo termine si adoperava negli anni '70 anche nei confronti dei 'compagni' non ritenuti ortodossi, e vcon un significato generalmente offensivo più o meno come una qualsiasi parolaccia.
Fascista intendo come vissuto politico. Era il delfino di Almirante. Io non lo intendo come offesa, ma come facente parte della sua storia personale. E la storia non si cambia.
Io non potrei mai essere fascista, come tu probabilmente non potresti mai dirti di sinistra. E nemmeno Fini. Così, sic simpliciter, senza tanti fronzoli e ragionamenti. Se vuoi tutto ciò può sembrare un po schematico, ma preferisco il mio schematismo al vergognoso spettacolo del 14. Stasera Larussa, a esempio, giusto per farti intendere cosa intendo, ha dato ad Anno zero una chiara dimostrazione di cosa vuol dire essere fascista. Nel tono, nei contenuti, nella prevaricazione continua. Non è un'offesa, Peter. E' solo, ripeto, una contrapposizione netta di vissuti politici. Ed io non mi sentirò mai vicino a Fini, anche se chiede (fra le righe) il voto degli immigrati.
Delfino, detto bene. Ma vedi tu stesso che l'allievo ha superato il maestro: già Almirante aveva provato a riunire tutte le forze anticomuniste in una 'destra nazionale', Fini ci è riuscito, anche grazie a ben diverse contingenze storiche. E le tematiche di base del fascismo Almirante se le era dimenticate, Fini, ripeto, non sono neanche certo che le conosca.
Prevaricazione? E' un atteggiamento bipartisan, anzi pluripartisan, non mi sembra peculiarità 'fascista'.
Oppure pongo in modo diverso la domanda: cosa significa per te essere 'fascista'?
Per me, Peter, Ignazio La Russa è un vero fascista d.o.c. - un ministro che insulta gli studenti,
invece di ascoltare le loro ragioni: ecco da dove nasce la rabbia, seguita dalla violenza, che, per quanto deprecabile, dopo il comportamento da parte del governo che sa solo insultare, denigrare e deridere, potrà solo aumentare....e non è una bella cosa: non era meglio evitare, brutto fascistone di un Ignazio?
Centomila anni fa uscì un libro dal titolo 'Tutti fascisti!'. Era a tiratura limitata e riservato a circoli ristretti, in quanto erano gli anni in cui un simpatizzante del MSI veniva additato come un incrocio tra Belzebù e Jack lo Squartatore.
Dato che il termine 'fascista' era non solo adoperato ma abusato l'autore pensò di riportare diverse citazioni nelle quali questo vocabolo ricorreva. Si scoprì dunque che fascista era chi fosse nostalgico del ventennio, chi aveva aderito alla RSI, chi simpatizzava per il MSI e chi vi militava. Fin qui, poco da eccepire e nessuna novità. Fu interessante invece scoprire che erano fascisti anche Mao, Stalin, Breznev, forse Dubcek (e perché no?), non so se anche Imre Nagy (ma è probabile) e via dicendo.
Ironia a parte, 'fascista' è un termine che semplificativamente si applica quando si è a corto di argomenti o quando volutamente si vuole colpire una parte politica, attribuendole tutti i difetti e le colpe che vengono attribuite, così, per luogo comune all'ammasso, al fascismo e ai suoi sostenitori. E', come ho detto più volte, una battaglia di parole, un artefizio linguistico.
Così il Garzanti, che è caduto anch'esso nella trappola:
agg. [pl. m. -sti] del fascismo, dei fascisti: regime, movimento fascista | il ventennio fascista, il periodo in cui il fascismo fu al potere in Italia (1922-1943) ¶ agg. e s. m. e f. 1 che, chi è seguace del fascismo o è fautore di una politica reazionaria. DIM. fascistello ACCR. fascistone PEGG. fascistaccio 2 (estens.) che, chi si comporta in modo antidemocratico e violento.
Il punto 2 fa semplicemente ridere: se facciamo l'elenco di chi, nel mondo e nella storia, si è comportato in modo antidemocratico e violento, credo che ben pochi leader si salvino.
Certo, se per semplificazione può tornare comodo, sbrigativo, dare del 'fascista' a destra e a manca quando qualcuno o qualcosa non ci piacciono, padronissimi tutti. E' un po' come dare dello 'stronzo', termine dispregiativo ma che in realtà poco spiega: si può infatti essere 'stronzi' in mille modi che non starò qui ad elencare. Insomma, è una questione di patrimonio lessicale; però ricordo che 'più parole, più idee'.
Bisogna certo tener conto anche delle mode del momento, ovvio: così come un tempo non si cominciava una frase senza 'cioè' o si era tenuti a rendere l'idea di proporzione con 'nella misura in cui', può darsi che sia tornato di moda il termine 'fascista' per indicare comportamenti a noi non congeniali.
La Russa è soltanto un tanghero e, mi si perdonerà, un terrone. D'Alema è un signorino che manda a 'farsi fottere' e denuncia i vignettisti come Forattini. Cosa ci vogliamo fare, ognuno ha il suo carattere, no, volevo dire, ognuno è fascista a modo suo...
Fascista, per me, è colui che accetta con orgoglio uno strapotere statale. Egli si identifica nel leader carismatico, nello stato e nel popolo in maniera ascetica, anche a costo di rinunciare alle proprie libertà civili. Il fascista (storicamente inteso) è anche l'individuo che tende a apologizzare la violenza, intesa come fenomeno di "epurazione dal male", sia in riferimento alla tendenza imperialista nazionale (sottomissione di nazioni ritenute "da conquistare"), sia in riferimento alla politica interna e quindi di repressione dei "non fascisti.
Quindi, ogni deriva o tentazione autoritaria, come ogni atteggiamento prevaricatore, può essere etichettato come "fascista". Diciamo che è un topic, un luogo comune se preferisci. magari, visto che i tempi cambiano, si potrebbe essere tentati dal chiamare "leghista" uno che ha comportamenti di questo tipo. Ma la storia è ancora troppo recente...
Ma adesso ti rigiro la palla....dammi tu la tua interpretazione o accezione di "comunista"....
ps sono assolutamente d'accordo col post di Pfanni, cmq