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De: botia (Mensaje original) |
Enviado: 01/11/2010 06:31 |
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De: botia |
Enviado: 12/09/2011 05:38 |
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Per la prima volta sono d'accordo col ritaglio di Bptia. Sto invecchiando?
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De: botia |
Enviado: 15/09/2011 04:52 |
Pensione, indagine su italiani all'estero e comunitari
'Per ottenere l'assegno di pensione sociale bisogna avere 65 anni, reddito di importo inferiore a quello stabilito dalla legge, cittadinanza italiana o di uno degli stati dell' Unione Europea, possesso del permesso CE per soggiorno di lungo periodo per extracomunitari e, dal 2009, il soggiorno legale e continuativo in Italia di almeno 10 anni. Ma questa normativa, a regime, non risolve un'altra delle anomalie previsto dal nostro sistema assistenziale e mi riferisco a tutti quegli italiani (e sono tanti) che, pur avendo vissuto 10 anni in Italia, magari nei primi anni di vita, si sono poi trasferiti all'estero per oltre 55 anni e attraverso residenze fittizie in Italia riescono a percepire l'assegno sociale pur vivendo stabilmente all' estero'. Con questa interrogazione al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, il senatore della Lega Nord, Piergiorgio Stiffoni chiede di sapere quali sistemi di controllo e di verifica siano stati posti e quali iniziative il ministro Sacconi intenda assumere al fine di intensificare e rendere periodici gli accertamenti sul mantenimento dei requisiti dell' assegno sociale 'con particolare riguardo soprattutto al requisito della residenza in Italia'. Stiffoni ricorda come precedentemente, nel 2007, il decreto legislativo stabiliva che i cittadini comunitari ed i loro famigliari che risiedevano regolarmente in Italia per un periodo superiore a tre mesi, potessero far richiesta dell' assegno sociale. 'Era una normativa lacunosa che ha fatto in modo che cittadini comunitari riuscissero a mettere in atto meccanismi di frode tramite il ricongiungimento familiare: richiamavano i loro parenti di età superiore a 65 anni in Italia ottenendo così l'assegno sociale dopo tre mesi di soggiorno. Dunque, si potrebbe dire che dal 2009 questo sistema non è più attuabile - spiega Stiffoni - ma non è così. Chiedo dunque a Sacconi di predisporre accertamenti a tappeto con particolare riguardo agli anni 2007-2009 al fine di accertare tutti i casi in cui è stata abilmente aggirata la normativa. Inoltre, in riferimento ai cosiddetti italiani all' estero, di attivare un sistema di controllo con le istituzioni di competenza, anche ambasciate e consolati, al fine di stanare tutti quei casi in cui la legge viene elusa. Vista la drammatica situazione economica in cui versa il Paese -conclude Stiffoni - che mette a rischio le pensioni e i diritti acquisiti degli stessi italiani, è auspicabile che il Governo adotti urgenti e concrete iniziative al fine di rendere effettivo il recupero delle somme che risultino indebitamente percepite e porre fine a tali fenomeni di illegalita".
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De: skikko |
Enviado: 15/09/2011 11:35 |
“No al diktat dei vertici leghisti” Sindachessa ‘dissidente’ sciopera contro i tagli
Il primo cittadino di Viggiù (Varese), l'italo-afroamericana Sandy Cane ha deciso di incrociare le braccia, nonostante la delibera del direttivo federale del Carroccio. "Non siamo in Urss. E la manovra è sbagliata nelle parti sugli enti locali"
Se il sindaco di Varese Attilio Fontana ha dovuto accettare il diktat di Bossi, rinunciando in un colpo solo allo sciopero dei sindaci contro i tagli ai Comuni e alla presidenza di Anci Lombardia, tra i leghisti c’è chi ha scelto una strada diversa e ha deciso di sfidare i vertici incrociando le braccia contro una manovra che ritiene iniqua ed eccessivamente penalizzante per le amministrazioni locali. Lo ha fatto Sandy Cane, sindaco di Viggiù (Varese), già balzata agli onori delle cronache per essere la prima donna di colore (per di più leghista convinta) a guidare un Comune italiano. è proprio lei, italo-afroamericana dal Dna leghista e maroniano, a incarnare la volontà e il pensiero della gran parte dei sindaci del Carroccio, trovando il coraggio, a differenza di tanti altri, di andare oltre le parole e passare ai fatti: “Chiudo il Comune perché si tratta di una protesta doverosa e sacrosanta. Lo devo ai miei cittadini che sono il mio unico datore di lavoro. Se il partito poi vorrà espellermi, me ne farò una ragione”. Sono le dichiarazioni che la stessa Sandy Cane ha rilasciato al quotidiano La Provincia di Varese, dicendosi poi pronta ad affrontare le conseguenze della sua scelta: “Probabilmente sarò espulsa dalla Lega, ma non posso tirarmi indietro. Io rispondo prima di tutto ai viggiutesi che mi hanno eletto e per i quali lavoro 24 ore al giorno. è per loro che oggi protesto”. Così, la delibera emanata dal direttivo federale leghista a Viggiù è rimasta lettera morta, tanto che oggi le porte dell’anagrafe e dello stato civile sono rimaste chiuse. Una scelta che il sindaco Cane ha spiegato ai cittadini con una lettera, pubblicata anche sul sito del Comune: “Si tratta di una forma di protesta molto forte alla quale siamo arrivati perché non siamo riusciti a far cambiare una manovra economica necessaria, ma sbagliata nelle parti che riguardano le istituzioni territoriali – spiega -. Non vogliamo peggiorare la qualità della vostra vita ma cercare di migliorare i servizi e le prestazioni in tutti i settori e di difendere i vostri diritti. Oggi non è più possibile perché si preferisce togliere ai Comuni invece di andare a vedere dove le risorse si sprecano realmente. Ogni anno i Comuni hanno portato soldi alle casse dello Stato per un totale di oltre 3 miliardi di euro. Lo Stato continua a sprecare e noi siamo costretti ad aumentare le tasse o a chiudere i servizi. Ho deciso di scrivervi per far conoscere a che punto siamo arrivati e perché ognuno di voi possa rendersi conto che la protesta che i Comuni e l’Anci stanno facendo non è la protesta della ‘casta’, ma di chi lavora seriamente per rendere i nostri Comuni e il nostro Paese sempre più solidi, competitivi e vivibili”. Una posizione inflessibile, che la prima cittadina leghista chiarisce con motivazioni culturali: “Sono di origine americana e i veti su di me non hanno mai avuto effetto – ha dichiarato -. Li ritengo intollerabili. Non siamo nella vecchia Unione Sovietica. Quanto poi alla protesta, ritengo sia doverosa perché non possiamo penalizzare ulteriormente i nostri cittadini. E lo dice una che non ha mai scioperato una volta in vita sua. Nemmeno a scuola. Questa sarà la prima volta”. Non vuole tirarsi indietro dunque, Sandy Cane, “nonostante l’ordine del partito. Che anzi mi ha ulteriormente delusa, amareggiata. Per non dire disgustata. Anche per il modo con cui ci è stato comunicato: lo abbiamo saputo prima dai giornali che dalla nostra segreteria”. Intanto, nel giorno della mobilitazione, il diktat leghista ha scatenato i commenti e le reazioni degli amministratori di tutta Italia. Durante la trasmissione Omnibus di La7, il sindaco di Torino Piero Fassino (Pd) ha detto che: “Anche i sindaci leghisti hanno gli stessi problemi che abbiamo noi, i partiti sono una cosa, le istituzioni un’altra. La Lega è in grande imbarazzo perché ha fatto del federalismo la sua bandiera, ma le posizioni del governo sono le più centralistiche che potesse adottare”. Analoghe le posizioni del sindaco di Roma, Gianni Alemanno (Pdl), secondo cui l’atteggiamento della Lega “pone un sospetto sulla validità del loro federalismo”, che sembra “un centralismo che non guarda all’Italia ma guarda al nord”. |
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De: botia |
Enviado: 16/09/2011 03:54 |
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De: botia |
Enviado: 16/09/2011 03:56 |
Manovra, benefici per i comuni virtuosi
“Con l’attuale manovra abbiamo anticipato dal 2013 al 2012 l’entrata in vigore dei nuovi criteri premiali che erano già previsti dalla manovra dello scorso luglio e questo avvantaggerà i comuni virtuosi, soprattutto quelli piccoli e medi della Padania”. Lo afferma il vicepresidente vicario dei deputati della Lega Nord e sindaco di Oppeano (VR), Alessandro Montagnoli, rivendicando come “grazie al lavoro del gruppo della Lega Nord la manovra è migliorata andando incontro alle esigenze dei nostri comuni piccoli e medi e delle nostre comunità che saranno premiate per la loro virtuosità”. “È giusto – afferma Massimo Bitonci, capogruppo leghista in Commissione Bilancio alla Camera e sindaco di Cittadella (PD) – che la virtuosità di chi amministra bene venga premiata perché non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma occorre, e grazie al nostro contributo ciò è realmente accaduto, che il patto di stabilità possa riconoscere chi spende in maniera oculata i soldi dei contribuenti, e quindi premiarlo, distinguendolo da chi invece, e sono specialmente i comuni grandi del Sud, sperpera il denaro pubblico”. “Questo risultato – conclude il capogruppo Reguzzoni – è il frutto del lavoro di squadra della Lega Nord per sostenere gli interessi dei nostri Comuni”.
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De: botia |
Enviado: 16/09/2011 04:01 |
LOMBARDIA Ai Comuni 70 milioni per fronteggiare la crisi
Milàn - Stanziati 70 milioni di euro da Regione Lombardia per allentare il Patto di stabilità territoriale. Nel merito è intervenuto il Presidente della Commissione Bilancio, Fabrizio Cecchetti. "In seno all’Assestamento al Bilancio, Regione Lombardia ha stanziato un importo pari a 70 milioni di euro per il Patto di stabilità territoriale. Queste risorse serviranno a fornire ai Comuni lombardi quel minimo necessario per migliorare il livello dei servizi. Siamo consapevoli che questa cifra non sia risolutiva dei problemi, ma servirà comunque ad allentare i vincoli imposti dal patto di stabilità nazionale che costringe i nostri Enti locali, nonostante siano i più virtuosi del Paese, a rinunciare all’utilizzo dei propri “tesoretti” accumulati nel tempo".
"E’ bene far notare inoltre – prosegue Cecchetti – che la Lombardia è stata l’unica Regione in Italia a stanziare appositi fondi con questo fine, con l’obiettivo di dichiarato di fornire aiuto ai comuni lombardi per fronteggiare al meglio i rigori dettati dalla Finanziaria nazionale. Si tratta – conclude Cecchetti – dell’ennesima riprova della virtuosità della nostra Regione che, anche in questi tempi di crisi economica e ristrettezze, ha dato dimostrazione di riuscire a instaurare un rapporto di reciproca collaborazione e aiuto con i suoi Enti locali". |
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Tutto questo verde mi impallidisce aggiungere qualche pois non sarebbe possibile? |
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nessuno ti obbliga ad entrare in questo spazio
io non entro negli spazi che fanno impallidire |
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Non essere permalosa Claretta.
La mia era una battuta sul colore, nulla contro la Lega o qualsiasi altro Partito, se chi ci crede è in buona fede
Inoltre sono una curiosa, entrerò sempre ovunque  anche a costo di diventare verdolina anch'io |
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De: botia |
Enviado: 17/09/2011 03:17 |
BOSSI, È L’ORA DELLA PADANIA
Il leader della Lega a Pian del Re per la Festa dei Popoli Padani: «Dopo la crisi non
c’è possibilità per il Nord di continuare a mantenere Roma e l’assistenzialismo del Sud»
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De: botia |
Enviado: 17/09/2011 03:20 |
BOSSI, È L’ORA DELLA PADANIA
"Che l'Italia va a picco l'hanno capito tutti, perciò bisogna preparare qualcosa di alternativo: la Padania". Lo ha ribadito oggi il leader della Lega Nord Umberto Bossi dal Monviso dove è in corso la prima giornata della Festa dei popoli padani. "Dopo la crisi - ha spiegato il segretario del Carroccio - non c'è possibilità per il Nord di mantenere Roma e tutto l'assistenzialismo del Sud, che le permette di essere capitale. Ci aspetta un anno positivo: la Padania va a disegnarsi, ha assicurato Bossi parlando ai militanti. Il leader della Lega ha anche affrontato il nodo pensioni su cui "hanno tentato di intervenire. Era una cosa ingiusta, ci siamo opposti e non c'è stato modo", ha sostenuto, aggiungendo: "Hanno cercato di fermarci in tutti i modi, avevamo tutti contro: re, poteri forti, Confindustria, e alla fine l'abbiamo spuntata". Altro tema centrale nelle parole del ministro delle Riforme, sono stati gli Enti locali. "Troveremo un sistema per aiutare i Comuni". |
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De: botia |
Enviado: 19/09/2011 04:16 |
Venezia, 18 settembre 2011 - Dopo gli scontri di ieri (FOTO) , oggi ai comizi della Festa dei Popoli padani a Venezia Bossi e i suoi sembrano più galvanizzati che mai. Un giovane che indossa la maglietta rossa con Che Guevara osserva il palco: dice di essere il figlio della signora Lucia, che ogni anno veste col tricolore la finestra di casa sua in Riva Sette Martiri.
“La soluzione è la secessione. Come si fa a stare in un paese che sta addirittura perdendo la democrazia giorno per giorno? Se qualcuno pensa che il fascismo è finito mi sembra sia ritornato con altri nomi e altre facce, addirittura hanno aggredito i corridori del giro di Padania. Per dire come sia il sistema italiano che non sa più essere democratico” mentre bisogna “trovare una via d’uscita democratica, perché un popolo storicamente importante e dignitoso è stato costretto a mantenere l’Italia”.
Prima della secessione il leader del Carroccio Umberto Bossi dal palco della Festa dei popoli padani a Venezia ha evocato “la via democratica forse anche attraverso un referendum perche’ un popolo importante e lavoratore come il nostro non puo’ continuare a mantenere l’Italia”.
Umberto Bossi ha chiuso a Venezia l’annuale appuntamento della ‘Festa dei Popoli padani’ che vede riconsegnata alla laguna l’acqua del Po raccolta sul Monviso, tornando a invocare l’indipendenza della Padania e chiamando alla mobiltitazione la gente del Carroccio. “Oggi - ha detto ancora Bossi- non siamo più in grado di mantenere il centralismo e assistenzialismo romano, lo abbiamo fatto per tanto tempo. La lotta per la libertà la vinceremo, molti saranno i popoli amici della Padania, ogni giorno arriva un popolo nuovo.Alla fine tutto arriva al bersaglio, da adesso in avanti ci sarà la battaglia per nostra lotta di liberazione dei nostri popoli padani”.
“A chi dice che la Padania non esiste - ha sottolineato ancora il senatur - dico che esiste e paga per tutti”. E “stiamo preparando una grande manifestazione di cui saranno informati i nostri militanti e sarà in primavera. Non dico dove perché ci sono i giornalisti”. Ed in ogni caso “in Padania ci sono milioni di persone disposte a combattere”.
“La premiata ditta Bossi-Calderoli ha portato a casa il federalismo” così come la “manovra è stata pesante ma abbiamo dovuta farla: è stata pesante ma abbiamo dovuto farla, ce l’hanno impostato si sono salvate le pensioni. Ma non possiamo illuderci che possa cambiare qualcosa senza fare la secessione. Noi abbiamo diritto alla nostra libertà e la forza per ottenerla. La prossima volta ci vedremo in un posto bellissimo in una grande manifestazione e alcuni diritti li avremo già conquistati”, ha sottolineato ancora Bossi, mentre i militanti lo hanno continuamente incitato con continui cori di “secessione secessione, Bossi Bossi”.
Sulla stessa lunghezza d’onda, prima di lui, gli interventi dal palco dei ‘due Roberti’ della Lega. “150 anni unità d’Italia? Non avete ancora capito - ha affermato il ministro Roberto Calderoli- che non si è riusciti a fare l’unità d’Italia” e “ ora si cambia registro: il tempo è scaduto, proviamo a padanizzare noi il resto d’Italia vediamo se ci riusciamo”. E ancora: “Bossi ci darà l’ordine di battaglia e dove andare. Io mi giro e guardo più a nord mi giro verso la Svizzera e verso il franco. Al posto delle province avremo i cantoni ed entreremo in una strada completamente diversa” e “mi auguro che questi cantoni realizzino davvero la Padania” .
“La politica romana - ha affermato invece Maroni- non ci appartiene. Noi ci occupiamo di federalismo, Padania e fisco equo: sono stanco di sentire parlare di intercettazioni, case fantasma e conti all’estero. Per ora siamo ancora dentro le istituzioni e combattiamo la battaglia per il federalismo. Stiamo li, resistiamo. Almeno finche ce lo dirà Bossi: perchè questo modo romano di far politica non è quello che ci ha insegnato Bossi”.
ZAIA - “Ho visto molti tricolori venendo qua. Chi espone il tricolore, a chi crede in questo Stato, chiedo di sottoscrivere il debito pubblico. Visto che ci credono allora che lo dimostrino”, è l'intervento di Luca Zaia, Presidente del Veneto, dal palco della festa dei Popoli Padani a Venezia.
“Comincio col portare la solidarietà e l’applauso ai dodici agenti feriti ieri, sì alla protesta no alla guerriglia”. Ha esordito così il presidente del Veneto, Luca Zaia nel suo intervento dal palco della Festa dei Popoli Padani ricordando gli scontri tra polizia e centri sociali durante la manifestazione promossa contro la Lega. “Prima il Veneto - ha aggiunto Zaia - significa avere portato leggi che prima sostengono le famiglie venete e poi quelle del resto del mondo, prima il Veneto perché le case popolari si danno prima ai residenti del Veneto e poi a quelli del resto del mondo, inclusi i buoni scuola”. |
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De: botia |
Enviado: 20/09/2011 04:41 |
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De: botia |
Enviado: 21/09/2011 04:41 |
L'Europa istituisca una sua agenzia di rating
'I cinesi si sono fatti la loro agenzia di rating e non e' un caso! L'Europa su questo e' gia' in ritardo e per una questione di trasparenza sarebbe da accelerare il percorso e l'istituzione di una agenzia di rating europea'. Lo ha dichiarato il vicepresidente della commissione Bilancio del Senato, il leghista Massimo Garavaglia commentando il declassamento del nostro Paese da parte di Standard & Poor's. Proprio sull'oggettivita' della decisione di S&P, Garavaglia ha aggiunto: 'Purtroppo le considerazioni sulla debolezza del sistema Italia non stipuscono; gia' due anni orsono Moodys aveva posto l'outlook negativo per questo motivo. Purtroppo - conclude il senatore della Lega Nord - il nostro paese e' incapace di fare squadra'. |
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