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General: Spazio Verde
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De: botia (Mensaje original) |
Enviado: 01/11/2010 06:31 |
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Non sapevo ci fosse uno spazio privato, ora lo so e non mi permetterò più di metterci una sillaba! Botia, ti consiglio di leggerti il Bon Ton di Lina Sotis.... altrimenti rischieresti di passare per un buzzurro terrone schieratosi con chi lo vuole oltre il Po.
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Il Po.... ma per piacere...
Botia proviene da molto più a Nord, ovvero dalle rive del Golfo di Boothia (Canada settentrionale), ed ha imparato l'educazione dagli eschimesi. |
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Claretta, è vero che Castelli ha una faccia più da belinone che da delinquente, ma il fatto di fare parte di un governo comporta di per sè una assunzione di responsabilità dell'operato del governo stesso.
Non importa che ai tempi del G8 il ministro dell'interno fosse Scajola (che rimase a Roma) e che il coordinatore delle forze dell'ordine a Genova fosse il vicepremier Fini : tutti i membri del governo, premier, ministri, viceministri, sottosegretari non dimettendosi dopo la "macelleria messicana" approvarono implicitamente l'operato del governo, assumendosi anche la responsabilità politica delle azioni delle forze dell'ordine. |
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Lina Sotis ?
povera sciureta imbalsamada, la me fa cumpassiun, la duveva vess
una giurnalista, inveci l'è ancamò lì a fà la dama del biscuttin per el
Vespa e i mezz calzett che ghe dann a trà
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anche perchè la preparazione del G8 e le strategie di mantenimento
dell'ordine pubblico erano state programmate fin dal 1999 da Romano
Prodi, che proprio per questo aveva deciso di affidare a Di Gennaro
la direzione delle operazioni
Tutte balle, la zona rossa, i carabinieri che giravano ordinando di chiudere i negozi, lo specialissimo reparto di quell' ammasso di purulenta materia fecale che risponde al nome di Canterini Vincenzo, la chiusura di Via Tolemaide con un muro di containers avvenuta la notte prima del corteo in spregio al percorso concordato, i falsi black blok, fanno tutti parte di un piano eversivo che il "pacifista" Castelli ha, di fatto e in più occasioni, avallato, con la sua patetica quanto strenua difesa dell' operato delle forze del disordine, poi condannate per le violenze messe in atto, ne fa, a tutti gli effetti, un golpista tal quale De Lorenzo (o se preferisci, Borghese). Se così non fosse, avrebbe avuto più di un' occasione per scusarsi delle sue affermazioni...ma non l' ha mai fatto.
P.S. Son passati 10 anni, ma per me è come se fosse ieri. |
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'Golpista' mi sembra un po' eccessivo: non credo che dopo Genova il piano fosse impadronirsi, che so, della Prefettura, come fece Pajetta ai tempi dell'attentato contro Togliatti.
Sul G8 temo che continui ad esserci troppa partigianeria e troppo poca obiettività. Tra l'altro, se al tempo fosse stato Prodi premier? Sarebbe cambieto qualcosa? |
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sì, sarebbe cambiato
Casarini beccava 4 milioni al mese dalla Turco come "consulente
per il disagio giovanile"
l'organizzazione della guerriglia l'ha messa in piedi dopo che ha
vinto Berlusconi
i blakblok ci sarebbero stati comunque, ma i servizi d'ordine li
avrebbero isolati
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De: botia |
Enviado: 09/09/2011 05:32 |
Giro Padania, i sobillatori dei salotti armano i violenti
'Quello che sta accadendo al Giro di Padania dimostra cosa succederebbe alla democrazia nel caso ci fossero i vari Di Pietro, Grillo e Vendola al Governo. Minacce, scioperi e botte per chi non la pensa come loro: l'elenco è lungo e parte dai No Dal Molin e dalla Val di Susa per arrivare alla competizione ciclistica in corso. In questo Paese non si può svolgere liberamente neanche una manifestazione sportiva'. Lo ha dichiarato il senatore della Lega Nord, Paolo Franco secondo il quale 'la responsabilità è di tutti i vili sobillatori che si nascondono dietro alle dichiarazioni rilasciate nei loro comodi salotti per armare il braccio dei violenti, come di quell'individuo che ha spaccato in faccia del Presidente del Consiglio una statuetta'. 'Se questi sono i valori della "Patria italiana" che affermano di voler difendere in contrasto, a loro dire, con la provocazione del Giro di Padania, trovo ulteriore conferma - conclude il senatore della Lega Nord - di non sentirmi affatto identificato con questa identità intollerante ed oppressiva'. |
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De: botia |
Enviado: 09/09/2011 05:50 |
perlomeno Castelli ha le palle di dire in pubblico ciò che pensa (giusto o sbagliato)
Manovra, i super-boiardi romani non vogliono pagare
'Sappiamo tutti che la manovra è necessaria. Sappiamo tutti che ciascuno per la propria parte è stato chiamato a fare dei sacrifici. La cosiddetta casta dei politici ha stabilito il taglio dell'indennità, il contributo di solidarietà e il limite al cumulo con lo svolgimento della libera professione, dopo aver decurtato già a inizio anno i propri emolumenti. E' giusto che le caste concorrano prima e più degli altri a fare sacrifici per dare il buon esempio. Ma c'e' una super casta romana che non se ne vuole dare per inteso e vuole mantenere tutti i propri privilegi. Infatti nel maxi emendamento del governo si può trovare una disposizione che esonera dal taglio delle indennità prevista per tutti gli organi costituzionali i super boiardi della Corte Costituzionale e della Presidenza della Repubblica. In questo momento il maxi emendamento è all'esame delle commissioni e la fiducia verrà votata solo stasera. C'è ancora tempo per cambiare questo testo. Mi rivolgo al Presidente della Repubblica affinché intervenga a sanare questa... ciascuno la giudichi come crede'. Lo dichiara il Vice Ministro della Lega Nord, Roberto Castelli.
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ma perchè...Castelli pensa?  |
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Ma sarà vero quel che si dice di Castelli, che cioè non capisce perchè Berluscono abbia pagato una escort vecchia di 18 anni ben 90.000 € quando la quotazione di quattroruote è inferiore ai mille?
Tutte maldicenze, vero?  |
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De: botia |
Enviado: 10/09/2011 03:52 |
si si........... tutte maldicenze
come quella che dice che erano i trans a pagare Marrazzo |
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mica capito
le battute di Bersani sono forse migliori di questa di Castelli ?
a parte che anche per me le Escort sono automobili della Ford
che si mettono nel garage e non nel letto
escort in italiano si traduce in scorta, accompagnamento, non so
se pagare 90000 euro per farsi accompagnare sia giusto o no
ma probabilmente da qualche parte esiste una tabella con le quotazioni,i modelli e le prestazioni, visto che accompagnatori e accompagnatrici hanno un mercato ufficiale
che non è quello dei marchettari e delle marchettare di Marrazzo
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De: botia |
Enviado: 11/09/2011 05:19 |
lungo ma interessante
(per chi ha voglia di leggere e un cazzo da fare)
Meditazioni sull'Euro
Il seguente articolo offre, tra l'altro, una illuminante analisi sul perche' l'introduzione dell'euro non e' stato un buon affare per l'Italia. Visto dall'America, l'apprezzamento dell'euro rispetto al dollaro ha ridotto il turismo in Europa (e quindi anche in Italia) e ha reso i prodotti italiani considerevolmente piu' cari. Certamente qualcuno ci ha guadagnato ma non il noto uomo medio o l'altrettanto nota famiglia media. L'articolo e' lunghetto ma vale la pena di leggerlo. Anche perche' alle considerazioni economiche (che si possono comprendere) si aggiunge un'interessante analisi politica dell'ultima fetta della storia d'Italia."CHE COSA PENSO DEL CAV, DI CIAMPI E PURE DI MOU..." Da "LIBERO - EDIZIONE MILANO" di sabato 8 gennaio 2011 Intervista a Feltri «Che cosa penso dei Cav, di Ciampi e pure di Mou...» Pubblichiamo l`intervista che il noto giornalista televisivo Marino Bartoletti ha fatto al nostro direttore editoriale, Vittorio Feltri, in occasione del tradizionale appuntamento «Cortina incontra». di MARINO BARTOLETTI Il tuo libro "Il Vittorioso", che in qualche modo nasce con l`ultima edizione estiva di CortinaInConTra, ha avuto un grande riscontro: si sta avviando verso le 100.000 copie vendute. Conoscendoti starai già contando i guadagni... «Non si tratta di un successo economico, sul libro non prendo una lira di diritti ... Il numero di copie vendute per me è un grande riconoscimento di stima da parte del pubblico. Per un libro, così come per un giornale, il riscontro che conta è nel numero di copie. E pensare che nel nostro mestiere c`è tanta gente che cerca di vendere... il meno possibile e purtroppo ci riesce benissimo. Sarà più chic». In questo libro manca un capitolo importante e recente: la tua partenza dal Giornale. Ti sei tenuto una riserva di argomenti per la seconda edizione o, come si dice in gergo giornalistico, ti sei dato un "buco"? «II capitolo manca semplicemente perché non sapevo che avrei preso questa decisione. Non c`è nulla di misterioso nei motivi che mi hanno indotto a lasciare il giornale dopo un anno e quattro mesi. Per me è indifferente l`editore, l`importante è che mi lasci fare quello che voglio». Ricorre quest`anno l`anniversario dei 150 anni dell`Unità d`Italia. Se da ragazzo ti avessero chiesto come sarebbe stata l`Italia (...) segue a pagina 6 ::: segue dalla prima MARINO BARTOLETTI (...) nel 2011, tu come l`avresti immaginata? «Abbiamo di fronte uno scenario migliore di quello che si sarebbe potuto immaginare vedendo la nostra società negli anni Cinquanta. Per quanto riguarda la politica io credo che tutto ciò che di incompiuto è rimasto lo si deve agli stessi italiani che non hanno saputo trovare un modo di convivere. In questi 150 anni si è fatto poco per costruire l`unità nazionale. Ci uniscono poche cose: i jeans, la De Filippi e la Nazionale quando vince. Non siamo stati in grado di esprimere una classe politica all`altezza della situazione. In particolare il Nord ha delegato ad altri le questioni politiche e persino quelle amministrati ve. Al Sud la politica è sempre stata vista come opportunità. In questo scenario i peggiori sono arrivati al vertice. Noi per anni abbiamo adorato Andreotti che in sessanta anni di vita a Palazzo non ha fatto nulla. Se si considera la sua carriera, ha solo mantenuto lo status quo. Come gli inquilini che arrivano in un appartamento e non lo distruggono, ma neanche lo migliorano e questo nel tempo lo deteriora. Poi abbiamo "adorato" Ciampi, Amato. Ebbene è di qualche giorno fa una inchiesta di Libero che dimostra quanto sia costato Ciampi all`Italia in termini di aumento del debito pubblico. Sono politici che non andrebbero beatificati, piuttosto dovrebbero rispondere davanti agli italiani per il deficit di cui si sono resi responsabili e che ha bloccato lo sviluppo e l`investimento del nostro Paese. Non è un discorso qualunquisti co, ma contabile. Fino all`inizio degli anni Ottanta il debito era il 60% del Pil, oggi è il 115%. La differenza non solo ha una ragione, ma anche dei responsabili che non pagano. Mai. Non siamo stati capaci di costruire forme di convivenza migliori di quelle che abbiamo. Per molti anni abbiamo avuto un partito comunista con oltre il 30% dei consensi. Il più grande partito comunista dell`Occidente. Non potevamo essere un Paese normale. E da allora i comunisti, sebbene sotto altre sembianze, sono ancora lì in cattedra. Ho anche simpatia per D`Alema (se non altro perché è antipatico come me) ma siede sulla cattedra da quando era un giovane comunista e lo è ancora oggi nellevesti diliberale, lui che detestava il liberalismo e lo combatteva insieme con il capitalismo. Una volta quelli come meli chiamavano qualunquisti, poi fascisti. Oggi siamo populisti e si ignora che il populismo è il padre del Comunismo». Qualcuno potrebbe dire che un "comunista" è arrivato persino al Quirinale. «Infatti l`attuale Presidente della Repubblica non mi piace affatto. Nulla di personale, ma lui è vera espressione del comunismo, è uno di quelli che è andato giù pesante durante l`invasione dell`Ungheria difendendo i carri armati sovietici "portatori dipace". Inognicaso il Quirinale fa bene agli uomini di una certa età. Quando Napolitano è stato eletto alla Presidenza della Repubblica tutti noi pensavamo... che fosse scomparso. E entrato al Quirinale curvo, ora è dritto come un fuso. Bisognerebbe mandare al Colle tutti i nostri vecchietti: è un balsamo». Qual è stato Il migliore (e Il peggiore) Presidente della Repubblica? «Il migliore è stato Einaudi e poi Cossiga, mio indimenticato amico. Il peggiore è stato Ciampi, perché aveva anche l`aria di uno che non si sporcavate mani con la politica. Tra i peggiori anche Scalfaro, al punto che lo ritengo quasi fuori concorso. Non era male Giovanni Leone: ma a farlo sfrattare dal Quirinale fu un`amabile collega che si chiamava Camifia Cederna, che ha scritto un libro pieno di balle». Forse è più corretto dire calunnie. «Leone venne assolto a tutti i livelli, Camilla Cederna venne condannata. Ebbene l`ordine dei giornalisti non le ha torto nemmeno un capello, neanche un giorno di sospensione». Chi sarà il prossimo Presidente dellaRepubblica? «Io non credo -e sinceramente non mi auguro- che sia Berlusconi: anche se penso che con lui il Quirinale diventerebbe un luogo, come dire, più... divertente». Come sarebbe l`Italia senza Berlusconi? Sarebbe migliore o peggiore o italianamente uguale? «Una premessa. Con Mani Pulite si avviò una campagna di pulizia verso un sistema corrotto, Di Pietro diceva che tutti i partiti prendevano dei soldi, tangenti distribuite secondo questo criterio: il 30% andava alla DC perché era il partito più grande e aveva molte bocche da sfa mare; il 30% ai socialisti che erano di meno; il 30% andava ai comunisti e il restante 10% ai partiti cosiddetti minori. Al termine di Mani Pulite sono finiti tutti in galera, salvo i comunisti invece finiti al governo. Nell`autunno che precede le elezioni del 1994 Berlusconi si rende conto che i soli che parteciperanno alla competizione elettorale saranno proprio i comunisti e poi i missini e la Lega in fase di espansione. Se Berlusconi non avesse deciso in pochi mesi di costruire il famoso partito di plastica e non fosse riuscito a mettere insieme i cani e i gatti, Occhetto con la sua gioiosa macchina da guerra avrebbe stravinto le elezioni, ma non credo sarebbe stato un Paese democraticamente rappresentato. Berlusconi ha vinto le elezioni, eppure nessuno lo accreditava nemmeno di un voto. Davanti a queste cose bisognereb - be togliersi il cappello e invece ci sono solamente critiche e sputi. Errori lui ne ha fatti tantissimi ma non gli si riconoscono nemmeno dei dati di fatto; senza Berlusconi questa sarebbe una democrazia zoppa. La cosa che fa imbestialire la sinistra è che se non vince impazzisce ed infatti è impazzita, basta guardarli in faccia. E se c`è Berlusconi, loro non vincono». Provaafareuno sforzo di fantasia, fossi il capo dell`opposizione, chiunque esso sia, da dove cominceresti per cercare di intaccare questa maggioranza? «Intanto abolirei le primarie». Dici che glivengono bene? «Eh beh, fa` un po` tu... Intanto cercherei di non usare quel linguaggio che loro chiamano politicamente corretto, che in realtà è un linguaggio distante milioni di chilometri dalla gente normale. Pensate che questi assurdi signori della sinistra parlano come parlavano nel 1952, parlano dei poveri e invece i poveri nel senso tradizionale non ci sono più. Non è vero che l`Italia è un Paese povero, l`Italia è povera nel senso che lo Stato è povero, ma gli italiani sono ricchi; basta vedere come vivono. Ma vi guardate in giro? Abbiamo una visone molto strana del nostro Paese, perché l`auto-denigrazione è uno degli sport più praticati, poi c`è un odio sociale molto forte, nessuno paga le tasse tranne quei disgraziati che sono costretti o perché sono a reddito fisso o perché hanno dell e aziende troppo solerti. Quindi lo Stato effettivamente è povero, ma gli italiani no. Una sinistra intelligente non dovrebbe fare certe lotte senza senso. Pensiamo alla riforma scolastica: se la sono presa tutti con la Gelmini perché ha ridotto le maestre nelle classi elementari da 3 a I. Ma scusa, che cosa faranno tre maestre visto che non nascono più bambini? E per queste assurdità che i cittadini si rassegnano a votare Berlusconi. Venticinque anni fa nessuno avrebbe votato Berlusconi, poi però abbiamo sperimentato la sinistra e Berlusconi ora ci sembra la Madonna Pellegrina! Ed io lo voto! A questo punto per mancanza di antagonisti credibili». Bruno Vespa, su questo stesso palco, ha detto che Berlusconi dovrebbe fare qualcosa di storicamente definitivo: nei prossimi due anni dovrebbe finalmente "mettere le palle sul tavolo". «Mi manca divedere anche questo!». Sempre su questo palco qualcuno ha mosso dubbi sull`effettiva "fedeltà alla lineadiTremonti". «Io invece trovo che Tremonti sia uno dei migliori ministri che Berlusconi abbia mai avuto. La cosa non è vera in assoluto, e se Berlusconi lo pensa commette un errore clamoroso. Se il nostro Paese si è salvato lo si deve in gran parte a Tremonti, che ha tenuto duro, si è preso anche gli insulti, ma non ha mollato di un centimetro. Per questo siamo ancora a galla: altrimenti avremmo fatto la fine della Grecia e di qualcun altro e adesso le cose sarebbero complicate». Partiamo da una metafora calcistica e parliamo di quello che ti accingi a fare. Qualcuno diceva in passato che Mazzola e Rivera non potevano convivere e si arrivò addirittura a inventare la staffetta. Come fanno Feltri e Belpietro a convivere? «Noi abbiamo convissuto molti anni e siamo sempre andati d`accordo. lo Belpietro l`ho conosciuto nell`83 in un giornale di provincia del quale ero direttore; Belpietro era un ragazzino e avevo visto subito che aveva delle qualità. Melo sono tenuto molto vicino, devo dire che non ha avuto bisogno di molti insegna menti perché le cose se l`è imparate da solo, è uno di quelli che sanno rubare il mestiere. Poi insieme abbiamo fatto l`Europeo, io da direttore e lui capo redattore centrale. Poi abbiamo fatto l`Indipendente che è stato un successo editoriale di qualche rilievo; poi al Giornale siamo stati insieme quattro anni. Le cose tra l`altro sono sempre andate bene, quindi è stata una combinazione fortunata, la nostra. Quando si è presentata l`opportunità di tornare a lavorare insieme non ci siamo neanche posti il problema di chi è il numero uno o il numero due. Non divorzieremo perché non sarebbe conveniente per entrambi». Ma è più bravo Belpietro o Sallusti? «Sono bravi tutti e due e io una classifica non l`ho mai fatta. Probabilmente Sallusti ha degli aspetti caratteriali che sono meno facili da digerire, almeno per me. Mentre Belpietro ha una freddezza di fondo che però in realtà è solo rispetto per il suo interlocutore. Quindi se propri o decidessi di sceglierne uno prenderei Belpietro, ma ripeto il problema di Sallusti non è certo professionale, e un problema di carattere. Questo non mi ha impedito di stare nove anni con lui a Libero e più di un anno al Giornale. Non sono stato felicissimo della sua reazione quando io me ne sono andato da direttore sospeso e il mio saluto ai lettori, che come sai è sacro, è stato messo di spalla. Poi Giordano, un altro che ho assunto io, rientra al Giornale efaun fondo in cui mi attacca, accusandomi di mancanza di stile a della battuta fatta dame nella conferenza stampa di presentazione della mia nuova avventura con Belpietro a Libero. Avevo semplicemente parafrasato una battuta presa da un famoso film di Pozzetto: "Sono cinque minuti che non sono più direttore del Giornale e già mi sta sui coglioni". Era una battuta, nel senso che quando sei concorrente è chiaro che cela metti tutta per vincere. Trovo una caduta di stile superiore attaccarmi, sapendo che non posso rispondere per via della sospensione». Cosa vorrà il "tuo" lettore da te, quando riprenderai la penna in mano? «Io so quel che voglio da lui: 1,20 euro tutte le mattine e possibilmente il piacere di dialogare. E bellissimo quando ricevo tutte le lettere perché attraverso di loro capisco come vanno le cose, quali sono i problemi, quando telefonano. A me piace avere un rapporto stretto con le persone, perché è solo così che capisci come vanno le cose». Libero è per definizione la palestra delle libere opinioni, e tu hai sempre dimostrato che non guardi in faccia nessuno quando questo qualcuno può portare un contributo in termini di idee. Daresti una rubrica a Dino Boffo su Libero? «Ah molto volentieri, molto volentieri. Senza pagarlo troppo, s`intende. Anche Mario Capanna, l`ho fatto scrivere sul Giornale, perché prima scriveva su Libero. Come io sono andato via dal Giornale, l`indomani mattina Capanna era sparito, anzi la settimana prima». In effetti qualcuno si è chiesto perché Mario Capanna, leader del Movimento Studentesco, scrivesse sul Giornale.... «A noi liberali non fanno orrore le idee degli altri; a noi piace confrontarci conle idee altrui. Ti dirò dipiù, obbligherei tutti a leggere Capanna, in modo che si convincano di avere ragione. Più lo leggi e più capisci che sei dalla parte del giusto». Qual è la massima espressione del tuo odio giornalistico? «E un sentimento che non conosco. Mi è capitato di avere una forte antipatia per una persona, ma in pochi giorni decan ta. Io mi sono reso conto che l`odio è impegnativo, richiede temperamento ma anche una grande capacità di coltivare questo sentimento. Cosa che io non ho perché mi stanco». C`è un motivo al mondo, se c`è -tu che hai dato la mano anche a dei nemici sul Giornale- per cui stringeresti la mano a Fini in questo momento? «Io sono stato amico venticinque annidi Fini, non è successo niente. Un giorno del 2009, scrivevo un articolo dopo mesi e mesi che lo osservavo: che cosa faceva Fini? In ogni momento pubblico, intelevisione, doveva fare un attacco al partito nelle cui file era stato eletto. Quindi contro la maggioranza, contro il governo. E queste sue battute polemiche, sempre più frequenti, sempre più insistenti, sempre più argomentate, scatenavano la goduria della sinistra. Apriva la bocca Fini, applausi. Allora io mi sono detto: ma se un uomo come Fini, di destra, è applauditissimo dalla sinistra, c`è qualcosa che non va nella sinistra o c`è qualcosa che nonva nell`uomo. Io penso che ci sia qualcosa che non vada sia in Fini, sia nella sinistra. Sicché ho scritto un articolo. E Fini, sdegnosamente, anziché rispondermi ha tirato qualche battuta, minimizzando come se fosse stato l`articolo di un ubriaco. E allora ne ho fatto un altro, e poi un altro, e poi un altro an cora. E mi sembra che tutte quelle cose che scrissi nel 2009 in settembre si siano verificate. Quindi qui se c`è un cretino tra me e Fini sceglietelo voi». E in questo senso che cosa prevedi nel futuro politico di Fini? «Prevedo delle difficoltà. Perché fino ad ora è stato il numero due di Berlusconi, che non è piacevole ma ci può stare. Ma pensa che adesso gli toccherà fare il numero due di Casini. Perché se non farà il numero due di Casini correrà il rischio di restare fuori dal Parlamento, stante lo sbarramento al 4%. Può darsi che cambino questa regola, può darsi che cambino la legge elettorale, però quella che abbiamo ora prevede di ottenere più del 4% dei voti. Io penso che debba ritirarsi, ha 59 anni, non ha mai lavorato, è molto riposato, ha una moglie che è un fenomeno, un portento della finanza. Perché ha vinto un miliardo all`Enalotto o Totocalcio e adesso ha un patrimonio. Se dobbiamo sostituire Tremonti mettiamo la Tulliani». Tu potresti dirmi "male non fare, paura non avere", ma tu che ti sei sempre esposto con grande franchezza nelle tue inchieste, non hai mai avuto paura di colpi bassi, di intrusioni nella tua vita privata che immagino sia pur sempre quella di un normale peccatore? «Ogni volta che apro la bocca dico che non ho titoli per fare la morale a nessuno. Questo lo dico perché è vero; certe volte però i moralisti ti infastidiscono e io, se ho colpito qualcuno, non è stato il peccatore ma chi si scandalizza per i peccati. I peccati possono anche scandalizzare, ma che scandalizzi il peccatore mi sembra eccessivo, se no dovremmo scandalizzarci tutti a vicenda». Quindi qual è lacosache ti ferisce di più? Parlo dal punto di vista professionale ma allargala fin dovevuoi. «E molto fastidioso quando una stampa che si è inventata un certo scandalismo anche a sfondo sessuale vede in altri giornalisti come me i propri difetti. Quando uno è piccolo, per sentirsi alto diminuisce gli altri. Devi diffamare il tuo prossimo per sentirti meglio. Credo che scattino questi meccanismi psicologici, disgustoso». Una volta per tutte, qual è il sentimento che prova Berlusconi nei tuoi confronti? «So benissimo di non essergli simpatico, però con me è sempre stato molto corretto, molto cordiale. Certo, non abbiamo mai avuto rapporti stretti, né telefonici né personali. Si magari la telefonata d`auguri a Pasqua o a Natale e qualche volta sono stato ad Arcore a pranzo o a cena. Diciamo però che non c`è un gran dialogo, anche perché parla sempre lui. Una volta sono andato adArcore, mipare che fosse ottobre. Ci sediamo a tavola a mangiare e lui ha parlato di politica tre minuti e mezzo, poi si è scatenato con le ragazze, poi si è scatenato con le barzellette. E poi è finita la cena. Io ogni tanto cercavo di infilarmi nelle pause ma non riuscivo, perché Berlusconi non fa pause». Qual è la cosa che tu hai fatto che lo ha infastidito di più, secondo te, nella tua carriera professionale? «Nel libro si racconta una scena fantastica: qualcuno se lo ricorderà. Aun "Porta a porta", mi pare che fosse il `95 o il `96, furono invitati, dopo il termine dei lavori della Bicamerale, sia D`Alema che Berlusconi. Su quelle poltrone bianche erano seduti loro due, Vespa faceva il cerimoniere. A un certo punto bussa quel suo maggiordomo che in genere dovrebbe portare l`acqua minerale, che aveva in mano due copie fresche di stampa del Giornale. E il maggiordomo ne porge una a D`Alema e una a Berlusconi. Le telecamere inquadrano il titolo, che era" Inciucio in diretta". E saltò il governo Maccanico. Anche l`affare Boffo gli ha fatto saltare l`incontro con Bertone o Bagnasco. Poi mi hanno anche accusato di aver rischiato di uccidere il governo con le polemiche su Fini, che però ha creato Fini, io mi sono limitato a riportarle». La domanda è solo apparentemente calcistica, ma è preparatoria per arrivare a un`altra: tu cosapensi di Mourinho? «A me è molto simpatico. Non sono interista. Molto simpatico e molto bravo, ha vinto tre titoli in una botta sola». Mourinho è uno che arriva in una squadra, la spreme, ottiene il massimo, vince tutto e poi se ne va. Tu non sei per caso il Mourinho dei direttori? «Non mi dispiacerebbe. Io credo che uno viene chiamato a fare un lavoro; quando l`ha fatto, al meglio delle sue possibilità, può anche cambiare e andare a cercare qualcosa d`altro». Tu sei stato un grande talent scout. Penso che molti colleghi giovani e non più giovani ti debbano molto: che cos`è per tela riconoscenza? «E il sentimento della vigilia. Uno che ha un piccolo debito è piccolo debitore, uno che ha un grande debito è un grande nemico. E purtroppo io ho molti nemici, perché ognivolta che ho cercato di aiutare qualcuno mi sono reso conto che per un po` di tempo la gratitudine viene manifestata. Alla lungaperò uno si stanca di essere grato. Se lo incontri per la strada, quello cambia direzione». Qual è la persona più ingrata che hai incontrato nella tua carriera? «Un plotone. Comunque ho imparato a convivere, per esempio con i prestiti. Mi capitava molti anni fa al Corriere della Sera: eravamo giovani, c`era molta confidenza. C`era sempre qualcuno che chiedeva prestiti di cifre importanti, 500.000lire, un milione. E un paio divolte ho preso delle fregature. Allora io adesso mi regolo nel seguente modo: se uno mi chiede 10.000 euro -ci sono quelli che sono pieni di disgrazie, e te le raccontano anche tutte: è la fase più antipatica e tu con la mano vaia cercare (le palle). Io allora stacco un assegno da 1.000 euro e gli dico: "lo non ti posso prestare 10.000 euro, te ne regalo 1.000". E dentro di me dico: "Così ne guadagno 9.000". E sicuro che non li becchi più». Ho letto nel tuo libro un passaggio di grande tenerezza in cui dici che al Corriere della Sera eri in una stanzetta con tre "ragazzi": Ferruccio De Bortoli, poi diventato direttore del Corriere della Sera; Massimo Donelli, poi diventato direttore di Canale Cinque; e Gian Antonio Stella, uno dei più grandi scrittori (e fustigatori di costume) contemporanei. Non dico chi invidi di più di loro, ma al posto del quale ti divertiresti di più in questo momento? «Penso che mi divertirei di più al posto di Stella. Perché quando facevo l`inviato al Corriere è stato il momento più bello della mia vita, perché andavo in giro per il mondo, scoprivo delle cose, mi arricchivo costantemente. E poi avevo la soddisfazione di non scrivere soltanto di politica. Anche adesso ogni tanto scrivo d`altro, ma prevalentemente mi occupo di politica. Invece a me interessa la vita degli altri, andare in giro per poi raccon- tarlami piaceva moltissimo. C`è stato un tempo in cui mi hanno offerto di diventare direttore del Corriere della Sera, nel `96. Venne dame Luca di Montezemolo, pranzammo in un ristorante di Bergamo Alta e alla fine mi propose di fare il di rettore del Corriere perché Mieli era intenzionato ad andarsene di lì a poco. C`era il problema che io ero detentore di alcune quote del giornale, ma avevamo risolto quasi tutto. Poi ho conosciuto Umberto Agnelli, che in quel momento contava, la cosa doveva avvenire di lì a pochi mesi e invece unamattinaho ricevuto una telefonata che mi comunicava che la famiglia Agnelli aveva cambiato idea e penso che avessero ragione». A proposito di Berlusconi, tu hai fatto Forza Italia prima di lui. Tu hai fatto una trasmissione su Odeon che si chiamava Forza Italia e quindi hai lanciato il mio amico Fabio Fazio «Ma tu ti rendi conto di come io arrivo sempre prima di Berlusconi? Quando dico che non sono io a essere berlusconiano, ma è Berlusconi a essere feltriano, non è una battuta così». Che sogno ti resta come professionista e come italiano? «Sogni non ne ho, ho dei progetti. Vorrei riuscire a sistemare insieme a Belpietro Libero, che è già sistemato ma vorrei lanciarlo definitivamente e farlo diventare un giornale ancora più importante. Il mio sogno è questo: morire dietro la scrivania e non in un ospedale con le flebo». Se non ci saranno le elezioni fra pochi mesi, la legislatura scadrà nel 2013. Dopo quelle elezioni, che coincideranno conituoi 70 anni, chi saràilpremier echi sarà il presidente della Repubblica? «Credo che il premier sarà ancora Berlusconi, perché lui dirà: "Sì, adesso ho 77 anni, però sto bene, sono ancora efficiente in tutti i campi, ma proprio tutti, perché non fare il presidente del Consiglio?". Se lui va al Quirinale abbiamo finito di vivere, per le cose che dicevamo prima. lo credo che lui farà sempre il premier anche dopo morto: ci seppellirà tutti. Il presidente della Repubblica invece sarà uno preso perché passa di lì per caso come Napolitano. E tutti a dirgli bravo, tutti ad applaudirlo e viva l`Ita- INTERVISTA A FELTRI Mi sento un po` Mou... Fini? Farà H vice-Casini Il direttore editoriale: «Non sol ,porto Ciani. E dopo la sinistra al governo, Silvio ora ci sembra la Madonna Pellegrina» / ` // ! / / ! / . Euro: le bugie di Prodi, Amato e Ciampi hanno le gambe corte di Uriel - 28/04/2010
Fonte: Wolfstep
Per anni chi era euroscettico si e' sentito rispondere che se non fossimo entrati nell' Euro allora saremmo sicuramente andati in Default. E che , proprio per esservi entrati, non solo non si andava in default, ma eventualmente il solo fatto di appartenere all'eurozona ci avrebbe fatto da "paracadute" in caso di crack. Successe semplicemente che il trio Prodi, Amato, Ciampi gestivano cosi' male le finanze pubbliche da portare il deficit a livelli mai visti (nemmeno oggi) e a rischiare davvero il default. I nostri eroi decisero allora che per salvare il paese bisognasse entrare nell'eurozona. Si trattava di palle, raccontate da pallisti che avevano portato al disastro le finanze pubbliche, e che oggi avendo le gambe corte si mostrano per cio' erano: palle. Non e' mai esistita alcuna letteratura scientifica che dimostrasse come legarsi ad un valuta forte proteggesse dal default i bilanci dello stato. Il caso argentino, peraltro, sembrava suggerire il contrario, nel senso che la dollarizzazione dell'economia rese piu' duri gli effetti del crack. Questa obiezione veniva ogni volta annullata dal solito osceno coretto mainstream "l'europa ci salva, l'europa ci rende stabili, l'europa ci allunga l'uccello". No, non funziona cosi'. L'europa e' solo il tentativo dei tedeschi e dei francesi di crearsi un mercato protetto, usando gli strumenti delle quote e dei divieti per uccidere le economie di tutti gli altri paesi. Cosa che e' stata fatta con l'Italia, se pensiamo all'acciaio, agli zuccheri, al latte, a tutto quanto. Ma, si diceva, questi piccoli svantaggi si sarebbero recuperati in termini di mai visti vantaggi dell'unificazione , ovvero in stabilita' e sicurezza valutaria. PALLE. E come tutte le bugie, in poco tempo sono venute a galla. Il default greco di per se' non coinvolge cifre enormi. Se pensate che il comune di Roma ha circa 9 miliardi di euro di debiti, che quello di milano ne ha circa altrettanti, capite che i 30 miliardi (forse 40) del debito greco non siano poi un dramma cosi' grande come lo si vuol far credere. Specialmente se lo paragoniamo al debito pubblico italiano: se la famosa potenza stabilizzatrice europea non riesce a tenere a bada un debituccio da amministrazione metropolitana, figuriamoci quanto ha reso stabile il debito italiano, che e' "un bel pochino" piu' grande. Niente. Se non siamo andati in default lo dobbiamo al fatto che i governi che hanno seguito Prodi, Amato e Ciampi erano di qualita' superiore. Di certo non e' stata una zona euro incapace di stabilizzare la Grecia a stabilizzare noi. Questa e' la prima truffa d Prodi, Amato , Ciampi. Aver spacciato l' unione europea per un ente stabilizzatore che, alla prova dei fatti, NON E'. Il PIL della zona euro e' di circa 18 trilioni di dollari. Il piano greco e' di 30-40 miliardi. Meno del deficit di alcune amministrazioni locali americane. Eppure, la UE ha fallito completamente: non si nota alcuna azione stabilizzatrice, se non nella misura in cui la UE prometta di sganciare dei soldi. Ma questo non significa nulla: nel default greco ci rimetterebbero ben di piu'. Cosi', ecco finire nel nulla la prima tra le balle UE: che entrando nella UE si sarebbe goduto di un "ombrello", di una "garanzia" capace di dare fiducia. Non e' cosi'. Ma andiamo oltre, perche' adesso i greci si troveranno a subire il DANNO dovuto all'entrata nell'euro. Che cosa intendo? Intendo dire che se la Grecia fosse un paese normale, avrebbe potuto fare come Dubai. Cioe' rinegoziare il proprio debito pubblico, dicendo semplicemente "signori, se fate i bravi vi restituiamo il 10% di quanto avete versato. Siccome ci avete gia' guadagnato un sacco, state zitti e non scocciate". Dopodiche', svalutando la moneta, potevano praticare una politica iperinflattiva che desse respiro alle imprese locali, e che svilisse i debiti fino a farli diventare di entita' ridicola. Ma non si puo', perche' accettando l'euro si e' commesso lo STESSO errore dell' Argentina. Legarsi ad una moneta forte, cioe', non conviene proprio ai paesi con un forte debito: lo ha mostrato l' Argentina con la dollarizzazione. Quando il governo si e' trovato a dover svalutare la moneta, ha dovuto creare una nuova valuta. Niente di strano, sin qui: numerosi paesi lo hanno fatto, Francia compresa. Ma essendo la vecchia valuta legata al dollaro, e' successo che la gente si sia precipitata nelle banche a ritirare banconote da tenere sotto il letto. Risultato: il caos. Banche chiuse, eccetera. Succederebbe esattamente lo stesso alla Grecia , se tentasse di uscire dall'euro. Immediatamente le persone si precipiterebbero in banca per ritirare tutti i contanti che possono, da tenere sotto il letto. Poiche' le banche non hanno tutti quei contanti, inevitabilmente chiuderebbero gli sportelli. E sarebbe la paralisi. Questo e' dovuto proprio all'adesione all'euro: lo spettro dell' Argentina aleggia sui paesi dell'euro non perche' siano in difficolta', ma perche' e proprio perche' e SOLO perche' sono entrati nell' Euro. Come l'argentina, hanno commesso l'errore di legarsi ad una valuta piu' forte. Come l'argentina, si trovano oggi nelle condizioni di dover chiudere le banche in caso di svalutazione. Morale della storia: entrare nell' Euro non e' una scelta, saggia, non lo era allora, e le bugie di Prodi, Amato e Ciampi mostrano le gambe corte adesso. Vorrei sentirli, adesso, i cazzari che ci raccontavano che l' Euro potesse stabilizzare la fiducia nell' Italia, quando non riesce a fare qualcosa per la Grecia. Non c'e' quindi modo di uscire dall'euro? Si', per i paesi piccoli c'e'. Consiste nell'introdurre la doppia circolazione della moneta , ma fare in modo che le banche emettano, in liquidita', solo la nuova moneta, diciamo la nuova dracma per la grecia (o la nuova lira per l'italia). Contemporaneamente, mano a mano che si ritira il debito in euro si emette debito in nuova dracme. Ad un certo punto, quando la massa in euro (tra debito e denaro circolante) e' diventata molto bassa, si potra' svincolare l'economia. Non vedo molte altre vie di uscita, ed e' quella che seguirei se volessi far uscire l' Italia dall'Euro, cosa che sarebbe molto saggio iniziare a fare: i vantaggi dell' Euro come vedete sono nulli. I costi sono tutt'altro che nulli. Ma quello che conta di piu' e' che per prima cosa dovremo iniziare con una "cura culturale", cioe' colo mettere le persone di fronte alla pura verita': l'unione europea non ha salvato l'italia dal default, perche' alla prova dei fatti non sarebbe capace di salvare realta' debitorie molto , molto, molto piu' piccole.
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De: botia |
Enviado: 11/09/2011 05:20 |
continuo
La bugia di Amato, Ciampi, Prodi, e' stata adesso smascherata. Ed e' sotto gli occhi di tutti: nessun paese e' al sicuro dal default perche' sta nell' Euro. E nessun paese soffrirebbe meno un default per via dell'Euro, anzi: le conseguenze si sono amplificate, come nel caso argentino, proprio perche' ci siamo legati ad un'altra valuta. Questo deve far capire all'italia ed agli italiani una cosa semplicissima: uscire dall'Euro si puo' e si deve. L'euro non solo non ci stabilizza, non solo non ci aiuta, non solo costa, non solo uccide le nostre esportazioni, ma in caso di problemi trasformerebbe un problema gestibile con metodi tradizionali (svalutazione, iperinflazione) in un disastro argentino. Prima ce ne andiamo, quindi, meglio e'. Uriel *Nota: se la lira , prima dell'entrata nello SME, vale 1:1000 sul marco, e poi viene quotata a 1936,27, mi aspetto che il marco sia quotato con l' Euro a 1,93 marchi per euro. E cosi' via.
Se tu quoti l'euro a 1936.27 lire, e il marco tedesco a 1,95583 , stai fissando un cambio a 1 marco=990 lire.
Ma i cambi non erano cosi':
31/12/1996 982,71
31/12/1997 981,69
31/12/1998 990,00
31/12/1999 989,99
31/12/2000 989,99
E i tedeschi ci hanno guadagnicchiato, perche' nel 1996, il cambio era inferiore. Solo negli anni prima si era arrivati a mille lire. Ma come lo stesso Amato ha dovuto ammettere nella sua dichiarazione,
"Di qui la loro posizione di partenza di un cambio lira-marco di 950 lire, perché si affermava che l’economia italiana è troppo forte, ha una competitività che è denunciata dall’avanzo nella bilancia dei pagamenti correnti; di fatto a loro avviso un tasso di cambio di mercato a 1.000 lire nei confronti del marco tedesco era dovuto alla circostanza che negli ultimi mesi la Banca d’Italia aveva, giustamente, operato molti acquisti di valuta per ricostituire le riserve. Naturalmente ho controargomentato, ma non sto qui a ripetere ciò che ho detto in quella sede per brevità. Comunque, il negoziato, come sapete, si è concluso con un accordo di cambio a 990 lire per un marco, molto vicino alla proposta italiana."
A parte questo piccolo particolare, vi faccio presente una cosa: questo avviene nel 1996. E nel 1996, Amato anziche' proporre un cambio minore, aveva proposto un cambio addirittira MAGGIORE.
http://www.tesoro.it/documenti/documento.asp?id...
Per intenderci, se si fosse fatto 1500 lire per euro, si sarebbe fissato un rapporto lira/euro di 1:750, circa. Cioe', per abbassare il cambio non bisognava proporre un cambio maggiore, ma un cambio minore. E viceversa.
Amato cerco' di trattare un cambio alto per facilitare i tedeschi negli acquisti in Italia. Il problema e' che non considero' che cosi' facendo stava svalutando la lira rispetto all'euro, rendendoci molto piu' costosi gli acquisti fuori dall'area dell'euro. .......
Ogni volta che parlo di uscita dall' Euro, arrivano i soliti a dire che uscendone ci sarebbe una difficolta' nel comprare materie prime quotate in dollari. Questa e' un'altra bugia che viene sempre dal terzetto Prodi, Amato, Ciampi, ovvero quella secondo la quale l'euro sarebbe stato una moneta piu' forte della lira. Mantenere questa apparenza e' facile per la cifra alta 1936,27 . Ma nessuno si pone il problema: con un euro possiamo comprare di piu' o di meno che con 1936,27 lire? Andiamo a vedere che cosa successe, numeri alla mano. Ad un certo punto, dopo aver praticato una svalutazione, la lira rientra nello SME. Da quel momento in poi, inizia quello che in pratica sarebbe diventato il cambio dollaro/euro. Da quel momento, il cambio Lira/Dollaro NON FA CHE PEGGIORARE.
1986 (31 dic. minimo1351) 1490 1987 (31 dic. minimo 1169) 1296 1988 (media dell'anno) 1301 1989 (media dell'anno) 1372 1990 (shock Iraq-Kuwait)) 1198 1991 (media dell'anno) 1240 1992 (media dell'anno) 1228 1993 (media dell'anno) 1571 1994 (media dell'anno) 1611 1995 (media dell'anno) 1629 1996 (Italia rientro SME) 1533 1997 (media dell'anno) 1702 1998 (media dell'anno) 1736 1999 (media dell'anno) 1840 2000 (media dell'anno) 2100 2001 (media dell'anno) 2196 Allora, adesso vorrei sapere dai signori farlocchi che continuano a straparlare di zona euro come zona "forte", in che modo ci si sarebbe guadagnato sui cambi internazionali e sugli acquisti. Quello che IO vedo da questi numeri e' che rientrando nello SME la lira ha perso il 30% e rotti del proprio potere di acquisto sulle materie prime, come petrolio ed altro, ovvero tutto cio' che viene pagato in DOLLARI. Questa e' la prima bugia del terzetto Prodi, Amato, Ciampi: l'eurozona, tramite la sua presunta "forza" , ci avvantaggerebbe nell'acquisto di beni in dollari. PALLE. Pur mantenendo le condizioni dello SME, la lira ha PERSO rispetto al dollaro. Se qualcuno cioe' si illude che usando l'euro possiate comprare piu' petrolio o piu' cose quotate in dollari, vi sbagliate di brutto. Usando un euro, comprate MENO petrolio di quello che prima compravate con 1936,27 lire. Adesso facciamo il punto della situazione: quando l' Italia entra nello sme, con 1500 lire si compra un dollaro. Quando l'euro viene distribuito a banche e poste, vale tra gli 0.8 e gli 0.9, cioe' tra le 2300 e le 2400 lire. Mi dite ancora che ci abbiamo guadagnato? Ovviamente i farlocchi verranno a dirci che in questo hanno pesato le politiche di svalutazione e valutazione americane. Il che e' FALSO. La politica del "dollaro forte" inizia, da parte degli USA, il 13 marzo del 1979, e finisce nel settembre 1985, con gli accordi del Plaza. Da quel momento, il dollaro si e' SEMPRE deprezzato. SEMPRE. O meglio, ha sempre perso potere d'acquisto rispetto al petrolio. L'unica area verso la quale si e' apprezzato e' quella dell'euro.
Ma attenzione, perche' adesso i farlocchi vi diranno che "ma dopo il 2001, l'euro ha superato il dollaro". Palle. E' il dollaro che si e' deprezzato, causando aumenti mostruosi ovunque.Con un euro , oggi, comprate MOLTO MENO petrolio di quello che , prima di entrarci, compravamo in lire. Tuttavia, mi dicono, l'euro ha superato il dollaro. Non esattamente: e' crollato il dollaro. A voler essere precisi, il sorpasso dell'euro sul dollaro inizia esattamente il sei dicembre 2002, quando va a 1,0119 dopo le dimissioni del segretario al Tesoro Paul O'Neill e del consigliere economico della Casa Bianca Lawrence Lindsey. Da quel momento, il valore del dollaro in termini di potere d'acquisto finisce sotto i tacchi. Il fatto che l'euro da quel momento cresca modestamente sul dollaro NON cambia di una virgola il fatto che il petrolio sia piu' che triplicato rispetto al dollaro. Morale della storia: che piaccia o no ai farlocchi, se parliamo di mercato in dollari, l'euro e' piu' DEBOLE della lira, nella misura in cui con 1936 lire si comprava piu' petrolio che con un euro, ad un solo anno dall'entrata in vigore del trattato euro. Il trattato dell'euro va in vigore il primo gennaio 1999. Il dollaro vale 1800 lire. Con 1936 lire si compra un 1.07 dollari di petrolio. L'euro inizia ad essere distribuito il 1 settembre 2001. Quando questo avviene, con 1936 lire comprate petrolio per 0.8 dollari. Ci abbiamo guadagnato nelle importazioni? Non si direbbe. Dopodiche', la situazione e' SOLO peggiorata, perche' l'aumento dell'euro sul dollaro ha corrisposto un crollo del dollaro sul petrolio.
Andiamo a vedere l'andamento del rapporto lira-euro, considerando il cambio fisso a 1936,27:
2002 (media dell'anno) 1950 2003 (media dell'anno) 1611 2004 (media dell'anno) 1456 2005 (media dell'anno) 1648 2006 (media dell'anno) 1481 2007 (media dell'anno) 1318 Direte voi: bellissimo: allora adesso siamo forti sul dollaro. Davvero? Non e' esatto. Dopo gli accordi del Plaza, il dollaro si e' deprezzato enormemente, ma non allo stesso modo verso tutti. Ecco un grafico riassuntivo (grazie al blog di petrolio): Adesso ditemi: il cambio petrolio/dollaro e' variato come il cambio dollaro/euro?
Nel 2002 siamo a 1950 lire al dollaro. Il dollaro scende tra i 20 e i 30 per barile/barile.
Nel 2003 siamo a 1600 lire al dollaro. Il dollaro scende da i 30 a 38 dollari/barile. In pratica, cambia nulla.
Nel 2004 siamo a 1456 lire al dollaro. Il dollaro scende da 30 a 50 dollari/barile.L'euro e' DEBOLE.
Nel 2005 siamo a 1648 lire al dollaro. Il dollaro scende da 40 a 60 dollari/barile.L'euro e' DEBOLE.
Nel 2006 siamo a 1481 lire al dollaro. Il dollaro scende da 60 a 80 dollari/barile.L'euro e' DEBOLE.
Per poter affermare che l'euro ci avvantaggi nell'acquisto di petrolio, le cose avrebbero dovuto andare in maniera MOLTO diversa.
Nel 2002, per avere questo vantaggio avremmo dovuto essere ad 1,5 dollari per euro.
Nel 2003, per avere questo vantaggio avremmo dovuto essere ad 1,8 dollari per euro.
Nel 2004, per avere questo vantaggio avremmo dovuto essere a 2.5 dollari per euro.
Nel 2005, per avere questo vantaggio avremmo dovuto essere a 3 dollari per euro.
Nel 2006, per avere questo vantaggio avremmo dovuto essere a 3/4 dollari per euro. Mi spiace, ma affermare che l'euro ci abbia dato qualche vantaggio nelle importazioni di petrolio equivale ad affermare questo. E no, e' il dollaro che e' svalutato, piu' che il petrolio aumentato. Nello stesso periodo, dal 2002 al 2006, la sterlina passa da poco piu' di 1.2 dollari a due dollari e rotti. Ben piu' di quanto ci abbia guadagnato l'euro. Moneta forte? Qualcuno dira' che il petrolio sarebbe aumentato comunque. Possibile. In questo caso, sarebbe cresciuta l'inflazione, mangiandosi i debiti. Cosa che, grazie alle meravigliose politiche della BCE, non e' avvenuta. Risultato: cornuti e mazziati. Ma c'e' di peggio. Perche' se da un lato con l'euro siamo diventati piu' DEBOLI nelle importazioni, (e non piu' forti come ci raccontano i farlocchi), dall'altro non ci ha aiutati nelle esportazioni. E perche'? Innanzitutto, una grossa fetta del nostro export va verso i paesi europei. Con il cambio fisso, a questo deprezzamento della lira quando compriamo materie prime , non corrisponde alcun deprezzamento quando vendiamo. Anzi: se l'euro e' piu' debole nell'acquisto perche' al suo apprezzamento in dollari corrisponde un indebolimento ben piu' grande del dollaro, dall'altro lato il cambio col resto del continente non si muove di una virgola. I vantaggi della svalutazione sono , di solito, pesati cosi: vi conviene vendere, non vi conviene comprare.
I vantaggi della rivalutazione sono : conviene comprare, ma non vendere. Mettere la lira nell' Euro ha unito gli svantaggi della svalutazione (comprare e' piu' DIFFICILE) , con quelli della rivalutazione: anche vendere e' piu' difficile. Il tutto e' dovuto al comportamento NON lineare del dollaro. Il dollaro ha perso enormemente nei confronti del petrolio e delle materie prime, ma ha perso POCO rispetto all'euro. Se il costo delle materie prime in dollari e' piu' che raddoppiato, l'euro ha superato il dollaro di qualche frazione di unita'. Cosi', il risultato e' che con l'euro si fatica a vendere a chi paga in dollari. D'altro canto, questo vantaggio NON si recupera comprando in euro, visto che il dollaro ha perso molto piu' verso il petrolio che verso l'euro. L'Euro ci sta dando tutti gli svantaggi di una moneta debole sul dollaro in acquisto, e tutti gli svantaggi di una moneta forte sul dollaro in fase di vendita. Quando andiamo a comprare petrolio, facciamo due cambi: euro -> dollaro -> petrolio. Quando vendiamo , facciamo un cambio : euro -> dollaro. Voi capite rapidamente dove sia la fregatura, ovvero nel cambio dollaro/petrolio, che ha divorato tre volte i vantaggi del cambio euro -> dollaro. Perche' avviene questo? E' per via del meccanismo perverso di gestione dei dollari. Gli Uffici di Cambio (che dipendono dalle Banche Centrali) dei Paesi esportatori verso gli USA raccolgono i dollari che fatturano le loro multinazionali (in USA vendono le merci contro moneta locale, dollari) e li mettono nella riserva (di valuta estera) della Banca Centrale; la Banca Centrale non chiede di cambiare i dollari nella moneta nazionale, ma li mette in circolazione per comprare petrolio; i Paesi produttori di petrolio non chiedono alla FED di cambiare i petrodollari nella moneta locale dei Paesi Arabi, ma tengono i proventi del petrolio in conti correnti denominati in dollari e in buona parte investiti in titoli del Tesoro e azioni USA.
Fondamentalmente i dollari emessi non si presentano al cambio condizionando il valore del dollaro sulle altre monete. D'altra parte sono investiti in titoli di lungo termine o in azioni che non vengono scambiate a forte frequenza: per cui quei dollari non sono nemmeno moneta circolante che produrrebbe inflazione rientrando in America. Morale della storia: il dollaro rimane relativamente stabile al cambio monetario, ma diventa catastroficamente sempre piu' debole rispetto al valore delle merci: perde, cioe', potere d'acquisto, ma non perde nei cambi. Per cui, se l'euro guadagna il 30% sul dollaro, il petrolio guadagna il 300% sul dollaro. E il rafforzarsi del cambio non aiuta nessuno.
Sarebbe stato diverso se ci fossimo tenuti la lira? Si', enormemente. Senza il cambio fisso con gli altri paesi UE, potevamo rimanere competitivi sui mercati europei SENZA diminuire il costo del lavoro, cioe' senza bisogno del precariato: il costo della trasformazione poteva venire assorbito da una adeguata politica di svalutazione graduale In secondo luogo, all'aumento dei prezzi del petrolio e delle merci si poteva reagire approfittandone per praticare una politica iperinflattiva e ridurre l'indebitamento. Ma il punto non e' questo: il punto e' che i presunti vantaggi nell'acquisto del petrolio usando l'euro sono dei veri e propri falsi. Oggi che l'euro vale un dollaro e rotti, poiche' un euro vale 1936,27 lire, siamo scesi di fatto ai valori del 1996. Valori che la lira aveva saputo guadagnarsi da sola, e come se non bastasse in un periodo ove la dottrina americana era quella del dollaro forte. Dopodiche' inizia la dottrina del dollaro debole, ma per le monete dello SME il dollaro cresce e basta. Dove cazzo e' questa "moneta forte"? Dov'e' quest'area forte dell'euro? E' un falso che entrando nello SME l'Italia ci abbia guadagnato negli acquisti di materie prime. Ed e' un falso che con l'euro si possa comprare piu' petrolio di prima. Ed e' evidentemente falso che con l'euro si sia piu' competitivi sui mercati europei. Non e' quello che e' successo, non e' MAI successo, non si e' mai visto tale vantaggio. Se volete sapere perche' si siano fatti quegli accordi, chiedere a Prodi. Io, personalmente, lo accuserei di tradimento e lo sbatterei in carcere, per aver accettato roba simile. |
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